giovedì, 26 aprile 2007

L'ORRORE di Rignano Flaminio dovrebbe  colpire le nostre coscienze e fermare

l'Italia tutta...per un lutto che nessuno invoca..

Nè la Chiesa , nè chi ci governa..

Voglio testimoniare in prima persona come dal 2004 fino ad oggi lo stesso

appello : INFANZIA PATRIMONIO DELL'UMANITA'

sia inascoltato.... e solo ABUSATO..per fini elettoralistici.. dalla candidata Serafini.

Mi sento di dire:


MINISTRO FIORONI, il suo ritardo è inammissibile...e colpevole

Quanto hanno sofferto questi bambini mentre........ si organizzavano LE ALTE

PROTEZIONI dei responsabili di tanto ORRORE?

SI DIMETTA


giovedì 26 aprile


nadia scardeoni

promotrice di

INFANZIA PATRIMONIO DELL'UMANITA'

http://www.edscuola.com/archivio/interlinea/appello_unesco.htm


http://dediche2.splinder.com


rassegna stampa




COMUNICATO STAMPA

La recente inchiesta legata ai presunti abusi avvenuti in una scuola materna

a Rignano Flaminio, alle porte di Roma dimostra oramai senza alcun dubbio l'esistenza di una rete di pedofili attiva nel nostro paese".

A sostenerlo è Massimiliano Frassi, presidente dell'Associazione Prometeo onlus da anni impegnata in prima linea nella lotta alla pedofilia.

"Casi identici a quello romano" continua Frassi, "sono accaduti in Piemonte, in Lombardia, in Veneto. Ora col caso del Lazio e con un altro caso identico

in Campania, sembra quasi che la rete si stia spostando in un'area più sicura".

"Le modalità di abuso e di sevizia, la presenza di donne, la scelta delle vittime sono esattamente le stesse oramai in una decina circa di scuole

materne. E' ora che si crei un pool ministeriale che si occupi di questi fatti gravissimi".


Un pool peraltro già creato dai presunti pedofili che hanno in tutti i casi citati da Frassi la difesa da parte degli stessi legali...


http://www.associazioneprometeo.org/comunicati/comunicatorignanoflaminio.aspx

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L'accusa: «Il ministro non ha mai risposto alle lettere dei familiari»




«QUELLI che ci davano dei visionari e non prendevano sul serio le nostre posizioni ora dovranno ricredersi: come era possibile che i carabinieri

facessero un blitz in una scuola materna, che ci fossero indagini in corso da più di sei mesi senza che i nostri sospetti avessero un qualche

fondamento di verità?». È di incredulità mista a rabbia la prima reazione di Simone Rocchini, presidente dell'Agerif, l'associazione dei genitori di

Rignano alla notizia degli arresti. «Ero all'estero - prosegue - e ho preso il primo aereo per tornare a casa. Quando l'ho saputo non ci credevo, è il

primo segnale forte dopo mesi, dopo un Natale senza albero e una Pasqua senza colomba». Per Rocchini, la vicepresidente Arianna Di Biagio e i quasi

cento iscritti al Comitato fondato all'indomani del blitz dei Ris nella materna «Olga Rovere» quello di ieri è stato un giorno atteso da tanto,

forse troppo tempo. Alla soddisfazione però subentra l'amarezza per una vicenda che ha trasformato le loro vite: «Siamo lieti, certo, ma per il

punto di svolta nelle indagini, non per gli arresti in sé, per i quali naturalmente c'è poco da festeggiare». Il rapporto con le istituzioni del

comitato dei genitori è stato fin da subito burrascoso, a cominciare dai vertici dell'istituto. «In particolare - spiega Rocchini - con la preside

Loredana Cascelli, che ha alzato un muro nei nostri confronti chiudendo ogni possibilità di dialogo, e finendo per danneggiare anche i nostri bambini».

Il presidente dell'Agerif fa riferimento all'«eccessivo garantismo» del collegio docenti, che «non ha da subito voluto la sospensione cautelativa

delle maestre indagate: è giusto garantire i diritti delle insegnanti, ma doveva essere garantito anche il diritto dei bambini a vivere in una scuola

serena. Abbiamo dovuto ritirare dalla materna molti dei nostri bambini, per i quali abbiamo dovuto trovare altre soluzioni, molte famiglie sono composte

da genitori lavoratori». E ora in paese esplode la rabbia di chi in quella scuola ha mandato per anni, e con fiducia, i suoi figli: «La materna deve

essere chiusa e rifondata con personale nuovo. E anche la dirigenza deve essere rimossa - sostiene una mamma - Come è possibile che episodi simili

siano potuti avvenire senza che nessuno s'avvedesse di nulla?». Per la donna, «se in una scuola è possibile portare via dei bambini per alcune ore,

sottoporli a ciò di cui parla il capo d'imputazione senza che nessuno noti nulla di strano, c'è qualcosa, anzi molte cose, che non funzionano». Anche

nei confronti dei vertici locali e nazionali della Pubblica istruzione Rocchini non è tenero: «Tanta solidarietà, tanti abbracci, ma molto poco di

concreto. Ai bambini non ha pensato nessuno: il ministro che non ha mai risposto alle nostre lettere, fino al direttore dell'Ufficio scolastico

regionale Bruno Pagnani, che non ci ha mai dato comunicazione della sospensione cautelativa delle maestre, avvenuta il 20 febbraio, della quale

veniamo a sapere soltanto oggi (ieri ndr)». «Valuteremo attentamente la posizione di tutti i soggetti, compresi quelli istituzionali - ha aggiunto

Giacomo Augenti, legale di alcune famiglie - e verificheremo le responsabilità di ognuno per i fatti che si sono verificati, e per ciò che

non è stato fatto nel complesso». Gab. San.

http://www.iltempo.it/approfondimenti/index.aspx?id=1182244

mercoledì 25 aprile 2007


http://www.aetnanet.org/modules.php?name=News&file=print&sid=6309

Rignano, choc nella scuola materna: maestre indagate per abusi su bimbi.

Blitz dei carabinieri dopo la denuncia dei genitori


Sei sotto inchiesta per giochi e filmati pedofili:

«I bambini non volevano più andare a scuola. Avevano crisi di pianto quando li accompagnavamo. Il nostro incubo è iniziato così»: parla la madre di un

bambino che frequentava la scuola materna di Rignano e che adesso è stato iscritto altrove, dopo aver passato un lungo periodo a casa, con i genitori

o i parenti.

I dirigenti scolastici possono ben poco a fronte di un garantismo normativo esasperato che tutela il personale a scapito dell'utenza. Se non si

interviene nel Pubblico Impiego, con norme che consentano di eliminare le mele marce, il danno d'immagine della scuola pubblica italiana rischia di

divenire irreversibile.

Il bullismo degli studenti abbandonati a loro stessi  e la pedofilia degli educatori senza valori e reclutati dalle graduatorie bendate, fenomeni

largamente diffusi,   stanno distruggendo la scuola pubblica italiana.



dal sito de " Il Messaggero"


«Li portavano via in auto, giochi osceni in quella casa» di FABIO MARRICCHI


RIGNANO -

«Ci siamo accorti l'anno scorso, in primavera. Mio figlio aveva arrossamenti e dolori ai genitali e la cosa si ripeteva per diversi giorni. All'inizio

pensavo fosse un problema di alimentazione, pensavo avesse mangiato qualcosa che gli potesse aver fatto male. Poi mi sono confrontata con altri genitori

che mi hanno raccontato le stesse cose, anche i loro figli avevano gli stessi problemi. E poi avevano crisi di pianto quando li portavamo a scuola.

Non volevano entrare. Allora abbiamo cominciato a capire che in quella scuola succedeva qualcosa di grave. Da allora siamo piombati nell'angoscia».

Oltre a questo avete notato altri particolari che vi hanno insospettito?

«Mio figlio era strano, si addormentava appena arrivava a casa e ha cominciato a raccontare che durante la mattina usciva da scuola insieme ad

altri compagni. Salivano su una macchina rossa, diceva, e andavano a casa della maestra».

E poi?

«Poi mi sono confrontata con altri genitori. Anche i loro figli parlavano della stessa macchina, altri di una macchina grande e scura. Tutti

raccontavano che uscivano da scuola, e andavano in una casa».

Che succedeva in questa casa?

«C'era gente mascherata, a volte uomini travestiti da donna, facevano dei "giochi", dei giochi sessuali, insomma, come quello del "dito dritto", e non

sto a spiegarle di che cosa si tratta. E poi c'era uno dietro a una telecamera che riprendeva le scene».

Una volta tornato a casa raccontava queste cose?

«No, le ha raccontate dopo, quando mi sono confrontata con le altre mamme e ho cominciato a fargli domande. Però già da subito faceva strani disegni con

gente mascherata, croci, organi genitali, disegni che non erano quelli di un bambino di quattro anni, poi parlava di un "Gesù buono" e "Gesù cattivo".

Anche questo ci siamo dette con le altre mamme e le cose coincidevano.

Allora, nel luglio scorso abbiamo denunciato tutto».

Che cosa pensa, adesso, della maestra di suo figlio, ci ha parlato?

«Sono ancora incredula. Pensare che l'ho scelta io. Era la più ambita e la più ricercata. Ho detto a mio figlio che doveva considerarla come un'altra

mamma. Stento a credere a quello che è successo. Ho cercato di parlarci ma ha sempre negato tutto. La cosa che più mi sconvolge è che se si trattasse

di un solo pedofilo, penserei ad un malato e basta. Il fatto che siano coinvolte tante persone fa pensare a una cosa organizzata, quasi

premeditata. Mi sembra un incubo».

Suo figlio è stato visitato da uno psicologo?

«Sì, sono sedute fatte sia con i genitori che senza. Poi i bambini vengono messi in gruppo, insieme agli altri per vedere come interagiscono. E' una

cosa lunga, mi hanno detto, recuperare il trauma. Adesso ha incubi notturni,crisi di pianto, è aggressivo, nervoso, si sente colpevole».

Che cosa si aspetta dall'inchiesta?

«Che ci dicano esattamente com'è andata, che sia fatta luce su tutto, che i responsabili siano assicurati alla giustizia e che non escano di galera solo

dopo qualche mese. Me lo hanno rovinato, mio figlio. Ma quello che voglio di più è che mio figlio superi tutto, che cresca come un bambino normale, che

non abbia più paura di andare a scuola».


«Noi, vittime di isteria collettiva.  Gli arrossamenti? Scarsa igiene»


ROMA

Sabato 13 Gennaio 2007 - Non ce la fa a sopportare, l'accusa è infamante, e sono sei mesi che questa storia si trascina. Dice di essere vittima di una

di una forma di «isteria collettiva» che l'ha fatta trovare nel registro degli indagati per reati sessuali in compagnia di altre cinque persone. E

così - con la garanzia di rigido anonimato - ha deciso di sfogarsi, di raccontare il proprio punto di vista.

E' una donna. Sbotta: «Non c'è mai stata alcuna violenza sessuale e, tanto meno, atti di pedofilia ai danni degli alunni della scuola materna. Siamo

vittime di un linciaggio morale basato sul nulla, forse scaturito da una forma di isteria collettiva che ha coinvolto alcune famiglie».

Però la materia che viene trattata è particolarmente delicata. La donna lo sa, ma contesta la mancanza di prove.

«Dallo scorso agosto è stato scritto e detto di tutto su questa vicenda - dice - ma finora non è stato contestato alcun fatto specifico a nessuno. Si

è detto di filmati pornografici con bambini per protagonisti girati in un luogo misterioso vicino alla scuola, di un pulmino che avrebbe prelevato gli

alunni per riaccompagnarli dopo alcune ore, sconvolti e, forse, addirittura drogati. Ma dove sono le prove? - si domanda - Possibile che i filmati, la

villa, il pulmino e anche gli organizzatori di tutta questa storia siano spariti nel nulla? Possibile che non sia rimasta una benchè labile traccia

di tutto ciò?».

Qualche prova comunque c'è. E non è da poco. Si tratta dei certificati medici, quelli che alcune famiglie hanno allegato alle denunce.

«Da quanto mi risulta - risponde la donna - i certificati non parlano di violenza sessuale, ma di piccoli arrossamenti nella zona dei genitali di

alcuni bambini che potrebbero essere stati causati anche da scarsa igiene o da un'infiammazione. Spero che la magistratura accerti la verità in tempi

ragionevolmente rapidi. Non è possibile andare avanti con questa pressione addosso».




di MARIDA LOMBARDO PIJOLA


ROMA- Tutto è cominciato con quegli strani disegni di Matteo, croci, figure sinistre, alieni, corpi deformi come li può rappresentare un bambino di tre

anni intrappolato in un incubo; e organi genitali, sì, non c'era da sbagliarsi. Tutto è cominciato con quello stato confusionale di Luca quando

tornava dall'asilo, con quei turbamenti inspiegabili di Andrea, con quei silenzi spessi di Alessandra, con quel rossore e quelle piccole escoriazioni

di Giulia nelle parti intime, con quelle lacrime di Maria prima di entrare in classe, come se quella fosse la tana del lupo cattivo, invece della

scuola. I nomi sono inventati. La storia la sta verificando la magistratura:

sei indagati, tra cui tre maestre e una bidella dell'asilo di Rignano, un blitz dei carabinieri nella scuola, le denunce e la rivolta dei genitori,

che non portano più i bimbi a scuola, ma li accompagnano invece in massa a Roma, dagli psicologi del "Bambin Gesù".

Se la storia fosse vera, l'asilo di Rignano Flaminio sarebbe il luogo degli orrori, degli orchi travestiti da maestre d'asilo, o da bidelle: immaginate

i bimbi prelevati dalle maestre durante l'orario scolastico, come per una passeggiata od una gita, portati in un locale al pianterreno dove si fanno

le prove della banda, oppure a casa di una delle insegnanti, e poi abusati, filmati, forse prima drogati, non si sa. Se invece la storia non fosse vera,

Rignano sarebbe il luogo di una incredibile psicosi di paese, una specie di ossessione di gruppo, un delirio collettivo: immaginate tutti i genitori dei

bimbi dell'asilo che gridano allo stupro dei propri bambini accusando le insegnanti, che si rivolgono ai carabinieri e alla magistratura per chiedere

giustizia, che chiedono la sospensione di tutto il personale della scuola, che non mandano più i bambini a scuola.

Una storia incredibile che si può rovesciare come un guanto, quella di Rignano Flaminio, settemila abitanti sulla Flaminia, tutti in stato di choc,

tutti presi chi a sussurare e chi a gridare riguardo a quello che accade dentro ed attorno alla scuola materna "Olga Rovere". Tutti sordi all'appello

del parroco, il quale, durante l'omelia domenicale, con digressione acrobatica da un passo del Vangelo di Matteo, aveva invitato «le malelingue

a non parlare più di questo caso».

Facile a dirsi. Come si può tacitare il vocìo incessante sulle sei denunce, (o dieci? o quindici? o venti?), su quei sei nomi che sono stati iscritti al

registro degli indagati dalla procura di Tivoli, al termine dei primi quattro mesi di indagini? Sarebbero, stando alle voci, tre maestre, il

marito di una di loro, che lavora in campo artistico, una bidella, e un ragazzo extracomunitario che farebbe il benzinaio. Chiacchiere? Di certo c'è

quello che è accaduto nell'asilo la mattina dei 12 ottobre scorso. Chi se li scorda più i carabinieri, quelli di Bracciano e quelli del Ris di Roma, che

hanno fatto irruzione nella scuola appena aperta, alle otto, ed hanno ispezionato, frugato, preso impronte, per raccogliere indizi e rilievi su un

eventuale materiale organico da analizzare. Poi si erano presi due maestre e una bidella, se le erano portate nella caserma di Bracciano, e torchiate per

un po' di ore. Alle cinque di mattina, avevano perquisito la casa di una delle insegnanti, moglie del personaggio che lavora in campo artistico. La

casa si trova a pochi metri dalla scuola. Cosa accadeva, secondo le denunce?

«Accadeva che- dice una mamma che non vuol farsi nominare- i bambini venivano portati nel locale al pianterreno, e lì sottoposti agli abusi.

Oppure portati, attraverso un'uscita secondaria del locale, a casa della maestra. Lì venivano abusati, filmati, forse anche drogati. Abbiamo

ricostruito i racconti di almeno quindici bimbi uno per uno, li abbiamo confrontati. Vogliamo vederle in galera. E invece sono ancora tutte al loro

posto». Già, al loro posto. Tutte le mattine in classe, tra i bimbi, come sempre. Due ispezioni, da parte della direzione scolastica regionale e del

ministero dell'Istruzione. Nessun provvedimento. Dopo la prima ispezione, da Roma è stata suggerita alla preside una sospensione cautelativa delle

interessate. La risposta è stata una lettera di solidarietà di tutto il personale docente alle insegnanti. «Io non intendo e non posso prendere

provvedimenti fino se non ci saranno iniziative da parte della magistratura», continua a proclamare imperterrita la dirigente scolastica,

Loredana Cascelli. L'hanno quasi insultata in massa, i genitori. E 350 firme, ovvero la quasi totalità dei padri e delle madri degli alunni, sono

state messe sotto una petizione che parla di «incresciosi episodi che hanno sconvolto la vita di molte famiglie», chiede l'allontanamento della preside,

e la sospensione di tutto il personale della scuola. E' il frutto di una serie di assemblee agitatissime, che hanno movimentato l'anno scolastico sin

dai primi di ottobre.

Il risultato è stata la trasformazione della scuola in bunker: misure di vigilanza, videocamere, serrature cambiate, accesso permesso solo a chi

porta un cartellino, passo sbarrato persino ai genitori. Non è bastato, per rassicurare: quasi la metà dei genitori non manda più i figli a scuola. E

nelle aule sono rimasti pochi bimbi, custoditi e sorvegliati come piccoli prigionieri. A vigilare, all'ingresso del plesso, è stato visto persino il

sindaco, Ottavio Colella, a capo di una giunta-ammucchiata, che va dai comunisti a Forza Italia. Ad ottobre, dopo il blitz dei carabinieri, il

sindaco aveva convocato un'assemblea pubblica in Comune. Si erano levate urla altissime. Tutto si era concluso con un'esortazione ai magistrati: che

facciano presto. «Io non so nulla, non credo a nulla finchè non ci saranno provvedimenti della magistratura. Mi dispiace solo per l'immagine del

paese», dice ora Colella. Una bella grana. «Conosco tutte le persone coinvolte, tanto i genitori quanto i sospettati, e mi sembrano brave

persone. Non so che pensare». E già a Rignano, dove tutti conoscono tutti, si formano le tifoserie, si dibatte sui buoni e sui cattivi, se ne rovescia

l'identità come in un gioco di paese. Intanto le maestre indagate si mostrano sconvolte. «Siamo vittime- dice una di loro- di un linciaggio

morale basato sul nulla, un'isteria collettiva che ha coinvolto alcune famiglie». Sarebbe inquietante. Eppure, magari fosse vero.


dal sito de " IL Manifesto "


Pedofilia

Rignano «scopre» gli abusi a scuola




«Ma che succede? Davanti alla scuola c'è il Tg3, le radio ci intervistano e Rignano Flaminio è piena di carabinieri». A parlare è uno dei familiari (una

cinquantina) che, nel giugno scorso, denunciarono abusi sessuali sui loro figli, bambini di 3 e 4 anni, tutti alunni di tre classi della scuola

materna «Olga Rovere». Era il 12 ottobre quando i carabinieri di Bracciano e il Ris di Roma, su mandato del pm di Tivoli, Marco Mansi, perquisirono la

scuola e alcune ville della zona dove sarebbero stati condotti i piccoli,dopo averli prelevati durante le ore scolastiche. Come scrisse il manifesto

il 22 novembre scorso, sei persone finirono sul registro degli indagati: tre maestre, il marito di una di loro (un noto personaggio televisivo di

un'emittente nazionale), una bidella e il titolare di una carrozzeria. Un piccolo paese (8 mila abitanti) alle porte di Roma sconvolto e

inevitabilmente diviso tra chi non voleva credere e difendeva a spada tratta le insegnanti (come la stessa direttrice scolastica Loredana Cascelli) e chi

si mise dalla parte dei genitori che chiedevano in via cautelativa l'allontanamento delle maestre e costituirono un'associazione di genitori,

l'Agerif. I bambini per la maggior parte vennero ritirati dalla scuola con enormi problemi per tutti. Ma ieri qualcosa è cambiato. «Sono stupito e

anche un po' preoccupato di come la notizia sia arrivata di botto, tre mesi dopo la pubblicazione sul vostro giornale e sulle cronache locali, su tutti

i media nazionali», commenta Giacomo Augenti, legale di alcune delle famiglie. Augenti ha inviato il 20 dicembre scorso una diffida al ministero

dell'Istruzione e all'Ufficio scolastico regionale «per disporre la sospensione del personale scolastico che ancora non è stato allontanato».

Un'altra diffida è stata spedita alla procura della repubblica per omissione di atti di ufficio «nel caso non dovessi ricevere alcuna risposta». E' in

attesa ma, dice, ora che «abbiamo avuto il beneplacito anche degli organi mediatici nazionali, auspico che il ministro Fioroni mantenga la promessa

fatta di intervenire il più presto possibile». Anche l'Agerif attende una risposta da Fioroni e da Pagnani (ufficio scolastico regionale) alla lettera

inviata loro e firmata da 350 familiari. «Ieri (giovedì, ndr) una nostra delegata - racconta il presidente Simone Rocchini - ha incontrato la

senatrice Anna Serafini presidente della Commissione bicamerale per l'Infanzia che ci ha assicurato il suo aiuto». (E. Ma.)






      dal nostro inviato

      MARIDA LOMBARDO PIJOLA

      IL DEMONIO ci sa fare. Se abita qui, è riuscito a camuffarsi bene. Una graziosa villetta unifamiliare, da iconografia Barilla, con sulla porta

      appeso un fiocco azzurro: la maestra Francesca, (nome inventato), e suo marito sono diventati nonni, chissà se hanno brindato, non c'era molto

da festeggiare, in questi giorni, coi miasmi che avvelenano la loro vita, col torbido che si è addensato sulle loro spalle, coi loro nomi iscritti al

      registro degli indagati, assieme ad altri quattro: abusi ai danni di bimbi di 3, di 4 anni. Abusi. Per lei, che insegna all'asilo di Rignano

Flaminio da più di 20 anni, prepara i bambini della parrocchia alla prima comunione, scrive libri, trattati fantasiosi e lievi di psicologia

      infantile, numeri, colori, fiabe. Ed ora abusi. Per lui, che di bimbi si occupa in tivvù, famoso, nel suo campo. Religiosi, legati ad ambienti

      cattolici, alla Chiesa. Figure limpide, esemplari.

      Ma a quelle figure, ora, in paese, se ne sovrappongono altre deformate, come in un gioco degli specchi. Metamorfosi, trasfigurazioni

spaventose,JEckyll e Hyde, scenari infernali: bimbi che la maestra Francesca, con la complicità di due colleghe e di una giovane bidella, avrebbe portato via

      dall'asilo in pieno orario scolastico, usando un ingresso secondario,e accompagnato a due passi dalla scuola, nel suo villino stile Barilla, dove

      il marito l'aspettava. Vero? Vero nelle denunce alla magistratura dei genitori dei bimbi dell'asilo, più di 21, formulate in base ai racconti

      dei loro figli. Uomini mascherati, trasvestimenti, abusi, giochi sessuali, filmini. «Racconti sconvolgenti e convergenti, ed i carabinieri ci

hanno garantito che andranno fino in fondo, ma ci vorrà del tempo, perché vogliono risalire nel tempo, agli anni scorsi», giura Arianna Di Biagio,

      vice presidente dell'Agerif, associazione di genitori formata per ottenere l'allontanamento dalla scuola "Olga Rovere" delle tre insegnanti

indagate, assieme al marito della maestra Francesca, alla bidella, a un giovane cingalese che lavora alla pompa di benzina. Dice Di Biagio che "quelli"

      selezionavano i profili: «Sceglievano i figli dei pendolari, meno sorvegliati, oppure i bimbi più fragili, più chiusi, che più difficilmente

      avrebbero parlato».

      E intanto Rignano, sotto il sole tiepido di questo caldissimo gennaio, Tra gli scorci residui di campagna e i gas del traffico che i romani

residenti nei villini hanno portato dalla capitale, sembra tramortita. Col parroco, don Henry, che dall'altare lancia invettive contro «le malelingue»,

e va dicendo in giro che «quattro donne vogliono infangare l'onore del paese», e caccia via i giornalisti come se avesse Satana davanti, «lei mi

disturba molto, vada via!». Con Piero e Luca che, sorseggiando con indolenza il loro aperitivo al bar, si fanno i conti, «diecimila euro per un filmino

      pedopornografico di quindici minuti: questo è uno sporco affare di danaro». Diviso in due, il paese, simmetricamente. Incapace di optare tra

      la tesi dell'asilo degli orrori, e quella di una specie di isterismo collettivo, un fenomeno strano, per contagio, che avrebbe coinvolto almeno

      novanta famiglie, (tante si sono iscritte all'Agerif), cioè una buona parte delle duemila del paese. Possibile?

      Difficile. Eppure le conoscono tutti, a Rignano, quelle tre maestre.

Passi per il benzinaio, che non pare un ragazzo modello: avvicinato da un genitore che lo ha minacciato, «io ti ammazzo», ha risposto

laconicamente «prendetevela con le maestre». Passi per la bidella che piaceva poco, col 45EGcorpo palestrato, le braccia ricoperte di tatuaggi, i piercing. Ma le maestre no, erano le più anziane, le più conosciute dell'asilo. Hanno tirato su generazioni di rignanesi. Chi non conosce la maestra

Eugenia, (altro nome inventato), catechista, reggente dell'asilo, dove insegna da 25 anni, con il suo rigore, la sua passione per i bimbi, un po'

brusca,  severa, «però ce la litigavamo tutti racconta Nicola perché è la più brava: non crederò mai che abbia potuto fare quel che dicono». E chi

non conosce la maestra Elena, (ennesimo nome inventato), anche lei sui cinquanta, cordiale, vivace, seria, nonostante le chiacchiere su una

certa, innocente passione per i tarocchi. Eppure Alessandro ci crede, a questa storia: «Mia figlia, cinque anni, ha cominciato a fare a sua

madre proposte inconsapevoli di giochi sessuali. Abbiamo fatto un mese di psicoterapia a Roma, al "Bambin Gesù". Aspettiamo il referto». Nessuno

ne è arrivato ancora, dall'ospedale pediatrico romano, dove 50 bambini di Rignano sono in terapia, sette sedute a testa, dottoressa Katia

Bufacchi, specializzata in abusi, percorso Margherita, padiglione Girasole, nomi di fiori che qualcuno, forse, ha cercato di recidere. E intanto il 30 per

cento degli alunni non vanno più all'asilo. Sessanta su 220 sono stati ritirati. «Alcuni bimbi stanno male», giurano i genitori. Incubi,

insonnia, persino bulimia. E ricordi, anche da parte dei loro genitori: dov'erano quei bambini che i genitori erano andati a prendere in

anticipo, e che nessuno riusciva a trovare? Esagerazioni? Fantasie?

Calunnie,dichiarano le tre maestre. Hanno nominato per legale Franco Coppi, l'avvocato di Andreotti, principe del foro. E intanto si comportano come i

      santissimi martiri Vincenzo ed Anastasio, patroni del paese. «Diranno il falso su di te, mentendo», hanno scritto su un cartello appeso sui muri

      della scuola, per gli auguri di Natale.

      La maestra Eugenia, un giorno, ha avvicinato per strada Simone Rocchini, il presidente dell'Agerif: «Guardami negli occhi. A scuola non è

successo niente. Ed io sono morta dentro». Poi, dal momento che nessuno ha sospeso né lei, né le sue colleghe, se n'è ritornata a scuola, un luogo

sinistro,adesso, con quei pochi bimbi, videocamere e cartellini di riconoscimento, niente più gite e passeggiate, persino la recita di Natale a

porte chiuse, senza genitori. Ora, a Rignano, nessuno si fida più di nessun altro.(ha collaborato Fabio Marricchi)

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http://www.iltempo.it/approfondimenti/index.aspx?id=1182248

Durissimo il ministro della Pubblica Istruzione

«Licenziamoli appena l'inchiesta sarà conclusa»


di MARINO COLLACCIANI L'OBROBRIO della scuola di Rignano assomiglia alla regìa di un film dell'orrore: si stenta persino a credere possibile un'azione

del genere, anche se fosse stata traslata da una finzione filmica. Invece le accuse paiono tutte fondate e la sceneggiatura sarebbe stata, purtroppo, già

scritta. Inevitabile la presa di posizione del ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni: «Siamo di fronte a comportamenti esecrabili di

gravità inaudita». Una entrée alla quale ha fatto seguito il corpo di quella che sarà la sua decisione, ispirata a una «tolleranza zero» nei confronti di

questi crimini. Così, «oltre ai provvedimenti di sospensione già adottati da tempo dal Direttore Regionale, si procederà - ha sentenziato il ministro -

all'immediato licenziamento dei docenti coinvolti appena la magistratura avrà concluso il proprio operato». Per la presidente del Moige, Maria Rita

Munizzi, si «rompe un luogo comune ancora radicato intorno alla figura del pedofilo, uno sconosciuto, uomo, magari dall'aria poco raccomandabile; la

maggior parte degli atti di pedofilia - osserva - avvengono all'interno della cerchia domestica o in luoghi e tra persone che i genitori ritengono

sicuri. Ed esiste anche, se pur minoritaria, una pedofilia al femminile».

Dal canto suo, il senatore Luigi Lusi (Margherita) ha affermato: «Mi farò promotore di un provvedimento per l'applicazione delle "aggravanti

specifiche", che rendano più severe le pene quando sono coinvolti gli insegnanti». Di più largo respiro la proposta di Silvana Mura (Italia dei

valori) che suggerisce l'introduzione di un esame psico-attitudinale obbligatorio per chi voglia fare l'insegnante, «per la sicurezza dei bambini

e delle famiglie e per tutelare anche la grande maggioranza del corpo insegnante che è una risorsa della scuola italiana». «Finalmente viene

applicata la tolleranza zero; quanto avvenuto nella scuola di Rignano Flaminio è allucinante». Lo afferma in una nota la responsabile Udc per la

Famiglia e le Politiche Sociali, Luisa Capitanio Santolini. «Purtroppo - prosegue - visto il susseguirsi di atti e situazioni così violenti sui

bambini occorre prendere atto di come sia ormai indispensabile sottoporre al più presto tutti gli insegnanti, di ogni ordine e grado, a frequenti test

psico-attitudinali obbligatori». «È una grande sconfitta ogni volta che i bambini, anziché protezione dagli adulti, trovano il suo contrario, la

violenza o addirittura lo sfruttamento a fini di lucro». È quanto ha dichiarato la senatrice dell'Ulivo Anna Serafini, presidente della

commissione Bicamerale per l'infanzia, secondo la quale occorre prevedere norme ad hoc per sospendere dal lavoro ogni persona indagata che lavori a

contatto con i bambini. Serafini ha annunciato anche l'intenzione di avviare un'indagine conoscitiva sulla sicurezza nelle scuole. «In questi mesi,

appena trapelata la notizia sulla scuola di Rignano Flaminio, era importante che le indagini potessero svolgersi con rigore e celerità, fuori da ogni

clamore, premessa indispensabile per l'accertamento della verità - ha spiegato Anna Serafini -. L'Italia ha leggi tra le più severe del mondo, ma

lo stravolgimento di tante regole ci impone di formare maggiormente gli insegnanti e i genitori perché siano in grado di decodificare i segnali

dell'abuso. Questi gravissimi episodi ci spingono inoltre, proprio a tutela dell'interesse superiore del minore e senza ledere il diritto alla

presunzione di innocenza di chiunque, a prevedere, in un apposito provvedimento, la sospensiva cautelativa obbligatoria, di chi sottoposto a

indagine, lavora a stretto contatto con i bambini.
m.collacciani@iltempo.it

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http://www.aetnanet.org/modules.php?name=News&file=print&sid=6309

Rignano, choc nella scuola materna: maestre indagate per abusi su bimbi. Blitz dei carabinieri dopo la denuncia dei genitori


Data: Sabato, 13 gennaio 2007 ore 18:29:28 CET


Sei sotto inchiesta per giochi e filmati pedofili:

«I bambini non volevano più andare a scuola. Avevano crisi di pianto quando li accompagnavamo. Il nostro incubo è iniziato così»: parla la madre di un

bambino che frequentava la scuola materna di Rignano e che adesso è stato iscritto altrove, dopo aver passato un lungo periodo a casa, con i genitori

o i parenti.

I dirigenti scolastici possono ben poco a fronte di un garantismo normativo esasperato che tutela il personale a scapito dell'utenza. Se non si

interviene nel Pubblico Impiego, con norme che consentano di eliminare le mele marce, il danno d'immagine della scuola pubblica italiana rischia di

divenire irreversibile.

Il bullismo degli studenti abbandonati a loro stessi  e la pedofilia degli educatori senza valori e reclutati dalle graduatorie bendate, fenomeni

largamente diffusi,   stanno distruggendo la scuola pubblica italiana.



dal sito de " Il Messaggero"


«Li portavano via in auto, giochi osceni in quella casa»

di FABIO MARRICCHI


RIGNANO -

«Ci siamo accorti l'anno scorso, in primavera. Mio figlio aveva arrossamenti e dolori ai genitali e la cosa si ripeteva per diversi giorni. All'inizio

pensavo fosse un problema di alimentazione, pensavo avesse mangiato qualcosa che gli potesse aver fatto male. Poi mi sono confrontata con altri genitori

che mi hanno raccontato le stesse cose, anche i loro figli avevano gli stessi problemi. E poi avevano crisi di pianto quando li portavamo a scuola.

Non volevano entrare. Allora abbiamo cominciato a capire che in quella scuola succedeva qualcosa di grave. Da allora siamo piombati nell'angoscia».

Oltre a questo avete notato altri particolari che vi hanno insospettito?

«Mio figlio era strano, si addormentava appena arrivava a casa e ha cominciato a raccontare che durante la mattina usciva da scuola insieme ad

altri compagni. Salivano su una macchina rossa, diceva, e andavano a casa della maestra».

E poi?

«Poi mi sono confrontata con altri genitori. Anche i loro figli parlavano della stessa macchina, altri di una macchina grande e scura. Tutti

raccontavano che uscivano da scuola, e andavano in una casa».

Che succedeva in questa casa?

«C'era gente mascherata, a volte uomini travestiti da donna, facevano dei "giochi", dei giochi sessuali, insomma, come quello del "dito dritto", e non

sto a spiegarle di che cosa si tratta. E poi c'era uno dietro a una telecamera che riprendeva le scene».

Una volta tornato a casa raccontava queste cose?

«No, le ha raccontate dopo, quando mi sono confrontata con le altre mamme e ho cominciato a fargli domande. Però già da subito faceva strani disegni con

gente mascherata, croci, organi genitali, disegni che non erano quelli di un bambino di quattro anni, poi parlava di un "Gesù buono" e "Gesù cattivo".

Anche questo ci siamo dette con le altre mamme e le cose coincidevano.

Allora, nel luglio scorso abbiamo denunciato tutto».

Che cosa pensa, adesso, della maestra di suo figlio, ci ha parlato?

«Sono ancora incredula. Pensare che l'ho scelta io. Era la più ambita e la più ricercata. Ho detto a mio figlio che doveva considerarla come un'altra

mamma. Stento a credere a quello che è successo. Ho cercato di parlarci ma ha sempre negato tutto. La cosa che più mi sconvolge è che se si trattasse

di un solo pedofilo, penserei ad un malato e basta. Il fatto che siano coinvolte tante persone fa pensare a una cosa organizzata, quasi

premeditata. Mi sembra un incubo».

Suo figlio è stato visitato da uno psicologo?

«Sì, sono sedute fatte sia con i genitori che senza. Poi i bambini vengono messi in gruppo, insieme agli altri per vedere come interagiscono. E' una

cosa lunga, mi hanno detto, recuperare il trauma. Adesso ha incubi notturni, crisi di pianto, è aggressivo, nervoso, si sente colpevole».

Che cosa si aspetta dall'inchiesta?

«Che ci dicano esattamente com'è andata, che sia fatta luce su tutto, che i responsabili siano assicurati alla giustizia e che non escano di galera solo

dopo qualche mese. Me lo hanno rovinato, mio figlio. Ma quello che voglio di più è che mio figlio superi tutto, che cresca come un bambino normale, che

non abbia più paura di andare a scuola».


«Noi, vittime di isteria collettiva.  Gli arrossamenti? Scarsa igiene»


ROMA

Sabato 13 Gennaio 2007 - Non ce la fa a sopportare, l'accusa è infamante, e sono sei mesi che questa storia si trascina. Dice di essere vittima di una

di una forma di «isteria collettiva» che l'ha fatta trovare nel registro degli indagati per reati sessuali in compagnia di altre cinque persone. E

così - con la garanzia di rigido anonimato - ha deciso di sfogarsi, di raccontare il proprio punto di vista.

E' una donna. Sbotta: «Non c'è mai stata alcuna violenza sessuale e, tanto meno, atti di pedofilia ai danni degli alunni della scuola materna. Siamo

vittime di un linciaggio morale basato sul nulla, forse scaturito da una forma di isteria collettiva che ha coinvolto alcune famiglie».

Però la materia che viene trattata è particolarmente delicata. La donna lo sa, ma contesta la mancanza di prove.

«Dallo scorso agosto è stato scritto e detto di tutto su questa vicenda - dice - ma finora non è stato contestato alcun fatto specifico a nessuno. Si è detto di filmati pornografici con bambini per protagonisti girati in un luogo misterioso vicino alla scuola, di un pulmino che avrebbe prelevato gli

alunni per riaccompagnarli dopo alcune ore, sconvolti e, forse, addirittura drogati. Ma dove sono le prove? - si domanda - Possibile che i filmati, la

villa, il pulmino e anche gli organizzatori di tutta questa storia siano spariti nel nulla? Possibile che non sia rimasta una benchè labile traccia

di tutto ciò?».

Qualche prova comunque c'è. E non è da poco. Si tratta dei certificati medici, quelli che alcune famiglie hanno allegato alle denunce.

«Da quanto mi risulta - risponde la donna - i certificati non parlano di violenza sessuale, ma di piccoli arrossamenti nella zona dei genitali di

alcuni bambini che potrebbero essere stati causati anche da scarsa igiene o da un'infiammazione. Spero che la magistratura accerti la verità in tempi

ragionevolmente rapidi. Non è possibile andare avanti con questa pressione addosso».




di MARIDA LOMBARDO PIJOLA


ROMA- Tutto è cominciato con quegli strani disegni di Matteo, croci, figure sinistre, alieni, corpi deformi come li può rappresentare un bambino di tre

anni intrappolato in un incubo; e organi genitali, sì, non c'era da sbagliarsi. Tutto è cominciato con quello stato confusionale di Luca quando

tornava dall'asilo, con quei turbamenti inspiegabili di Andrea, con quei silenzi spessi di Alessandra, con quel rossore e quelle piccole escoriazioni

di Giulia nelle parti intime, con quelle lacrime di Maria prima di entrare in classe, come se quella fosse la tana del lupo cattivo, invece della

scuola. I nomi sono inventati. La storia la sta verificando la magistratura: sei indagati, tra cui tre maestre e una bidella dell'asilo di Rignano, un

blitz dei carabinieri nella scuola, le denunce e la rivolta dei genitori, che non portano più i bimbi a scuola, ma li accompagnano invece in massa a

Roma, dagli psicologi del "Bambin Gesù".

Se la storia fosse vera, l'asilo di Rignano Flaminio sarebbe il luogo degli orrori, degli orchi travestiti da maestre d'asilo, o da bidelle: immaginate

i bimbi prelevati dalle maestre durante l'orario scolastico, come per una passeggiata od una gita, portati in un locale al pianterreno dove si fanno

le prove della banda, oppure a casa di una delle insegnanti, e poi abusati, filmati, forse prima drogati, non si sa. Se invece la storia non fosse vera,

Rignano sarebbe il luogo di una incredibile psicosi di paese, una specie di ossessione di gruppo, un delirio collettivo: immaginate tutti i genitori dei

bimbi dell'asilo che gridano allo stupro dei propri bambini accusando le insegnanti, che si rivolgono ai carabinieri e alla magistratura per chiedere

giustizia, che chiedono la sospensione di tutto il personale della scuola, che non mandano più i bambini a scuola.

Una storia incredibile che si può rovesciare come un guanto, quella di Rignano Flaminio, settemila abitanti sulla Flaminia, tutti in stato di choc,

tutti presi chi a sussurare e chi a gridare riguardo a quello che accade dentro ed attorno alla scuola materna "Olga Rovere". Tutti sordi all'appello

del parroco, il quale, durante l'omelia domenicale, con digressione acrobatica da un passo del Vangelo di Matteo, aveva invitato «le malelingue

a non parlare più di questo caso».

Facile a dirsi. Come si può tacitare il vocìo incessante sulle sei denunce, (o dieci? o quindici? o venti?), su quei sei nomi che sono stati iscritti al

registro degli indagati dalla procura di Tivoli, al termine dei primi quattro mesi di indagini? Sarebbero, stando alle voci, tre maestre, il

marito di una di loro, che lavora in campo artistico, una bidella, e un ragazzo extracomunitario che farebbe il benzinaio. Chiacchiere? Di certo c'è

quello che è accaduto nell'asilo la mattina dei 12 ottobre scorso. Chi se li scorda più i carabinieri, quelli di Bracciano e quelli del Ris di Roma, che

hanno fatto irruzione nella scuola appena aperta, alle otto, ed hanno ispezionato, frugato, preso impronte, per raccogliere indizi e rilievi su un

eventuale materiale organico da analizzare. Poi si erano presi due maestre e una bidella, se le erano portate nella caserma di Bracciano, e torchiate per

un po' di ore. Alle cinque di mattina, avevano perquisito la casa di una delle insegnanti, moglie del personaggio che lavora in campo artistico. La

casa si trova a pochi metri dalla scuola. Cosa accadeva, secondo le denunce?

«Accadeva che- dice una mamma che non vuol farsi nominare- i bambini venivano portati nel locale al pianterreno, e lì sottoposti agli abusi.

Oppure portati, attraverso un'uscita secondaria del locale, a casa della maestra. Lì venivano abusati, filmati, forse anche drogati. Abbiamo

ricostruito i racconti di almeno quindici bimbi uno per uno, li abbiamo confrontati. Vogliamo vederle in galera. E invece sono ancora tutte al loro

posto». Già, al loro posto. Tutte le mattine in classe, tra i bimbi, come sempre. Due ispezioni, da parte della direzione scolastica regionale e del

ministero dell'Istruzione. Nessun provvedimento. Dopo la prima ispezione, da Roma è stata suggerita alla preside una sospensione cautelativa delle

interessate. La risposta è stata una lettera di solidarietà di tutto il personale docente alle insegnanti. «Io non intendo e non posso prendere

provvedimenti fino se non ci saranno iniziative da parte della magistratura», continua a proclamare imperterrita la dirigente scolastica,

Loredana Cascelli. L'hanno quasi insultata in massa, i genitori. E 350 firme, ovvero la quasi totalità dei padri e delle madri degli alunni, sono

state messe sotto una petizione che parla di «incresciosi episodi che hanno sconvolto la vita di molte famiglie», chiede l'allontanamento della preside,

e la sospensione di tutto il personale della scuola. E' il frutto di una Serie di assemblee agitatissime, che hanno movimentato l'anno scolastico sin

dai primi di ottobre.

Il risultato è stata la trasformazione della scuola in bunker: misure di vigilanza, videocamere, serrature cambiate, accesso permesso solo a chi

porta un cartellino, passo sbarrato persino ai genitori. Non è bastato, per rassicurare: quasi la metà dei genitori non manda più i figli a scuola. E

nelle aule sono rimasti pochi bimbi, custoditi e sorvegliati come piccoli prigionieri. A vigilare, all'ingresso del plesso, è stato visto persino il

sindaco, Ottavio Colella, a capo di una giunta-ammucchiata, che va dai comunisti a Forza Italia. Ad ottobre, dopo il blitz dei carabinieri, il

sindaco aveva convocato un'assemblea pubblica in Comune. Si erano levate urla altissime. Tutto si era concluso con un'esortazione ai magistrati: che

facciano presto. «Io non so nulla, non credo a nulla finchè non ci saranno provvedimenti della magistratura. Mi dispiace solo per l'immagine del

paese», dice ora Colella. Una bella grana. «Conosco tutte le persone coinvolte, tanto i genitori quanto i sospettati, e mi sembrano brave

persone. Non so che pensare». E già a Rignano, dove tutti conoscono tutti, si formano le tifoserie, si dibatte sui buoni e sui cattivi, se ne rovescia

l'identità come in un gioco di paese. Intanto le maestre indagate si mostrano sconvolte. «Siamo vittime- dice una di loro- di un linciaggio

morale basato sul nulla, un'isteria collettiva che ha coinvolto alcune famiglie». Sarebbe inquietante. Eppure, magari fosse vero.


dal sito de " IL Manifesto "


Pedofilia

Rignano «scopre» gli abusi a scuola




«Ma che succede? Davanti alla scuola c'è il Tg3, le radio ci intervistano e Rignano Flaminio è piena di carabinieri». A parlare è uno dei familiari (una

cinquantina) che, nel giugno scorso, denunciarono abusi sessuali sui loro figli, bambini di 3 e 4 anni, tutti alunni di tre classi della scuola

materna «Olga Rovere». Era il 12 ottobre quando i carabinieri di Bracciano e il Ris di Roma, su mandato del pm di Tivoli, Marco Mansi, perquisirono la

scuola e alcune ville della zona dove sarebbero stati condotti i piccoli, dopo averli prelevati durante le ore scolastiche. Come scrisse il manifesto

il 22 novembre scorso, sei persone finirono sul registro degli indagati: tre maestre, il marito di una di loro (un noto personaggio televisivo di

un'emittente nazionale), una bidella e il titolare di una carrozzeria. Un piccolo paese (8 mila abitanti) alle porte di Roma sconvolto e

inevitabilmente diviso tra chi non voleva credere e difendeva a spada tratta le insegnanti (come la stessa direttrice scolastica Loredana Cascelli) e chi

si mise dalla parte dei genitori che chiedevano in via cautelativa l'allontanamento delle maestre e costituirono un'associazione di genitori,

l'Agerif. I bambini per la maggior parte vennero ritirati dalla scuola con enormi problemi per tutti. Ma ieri qualcosa è cambiato. «Sono stupito e

anche un po' preoccupato di come la notizia sia arrivata di botto, tre mesi dopo la pubblicazione sul vostro giornale e sulle cronache locali, su tutti

i media nazionali», commenta Giacomo Augenti, legale di alcune delle famiglie. Augenti ha inviato il 20 dicembre scorso una diffida al ministero

dell'Istruzione e all'Ufficio scolastico regionale «per disporre la sospensione del personale scolastico che ancora non è stato allontanato».

Un'altra diffida è stata spedita alla procura della repubblica per Comissione di atti di ufficio «nel caso non dovessi ricevere alcuna risposta». E' in

attesa ma, dice, ora che «abbiamo avuto il beneplacito anche degli organi mediatici nazionali, auspico che il ministro Fioroni mantenga la promessa

fatta di intervenire il più presto possibile». Anche l'Agerif attende una risposta da Fioroni e da Pagnani (ufficio scolastico regionale) alla lettera

inviata loro e firmata da 350 familiari. «Ieri (giovedì, ndr) una nostra delegata - racconta il presidente Simone Rocchini - ha incontrato la

senatrice Anna Serafini presidente della Commissione bicamerale per l'Infanzia che ci ha assicurato il suo aiuto». (E. Ma.)





Pedofilia: violentati da maestre, dottori confermano abusi in almeno due casi

RIGNANO FLAMINIO (Roma) - Anche due dottori confermano gli abusi sui bambini di una scuola elementare di Rignano Flaminio, vicino Roma. Le persone

arrestate per le presunte violenze sui piccoli sono: il 56enne Gianfranco Scancarello - autore televisivo di programmi per ragazzi come 'Solletico' e

'Uno per Uno' -; la moglie Patrizia del Meglio, 57 anni, maestra dellascuola; le colleghe Marisa Pucci e Silvana Magalotti, la bidella Cristina

Lunerti e Kelum De Silva, cittadino dello Sri Lanka. I medici hanno accertato la violenza in almeno due casi. Giovedi', nel carcere di Rebibbia,

cominceranno gli interrogatori degli arrestati. Intanto le indagini vanno avanti per capire se filmati pedo-pornografici - girati dalle persone

coinvolte, durante i giochi erotici a cui costringevano i piccoli - siano stati messi in commercio o su internet. (Agr)


COMUNICATO STAMPA

La recente inchiesta legata ai presunti abusi avvenuti in una scuola materna a Rignano Flaminio, alle porte di Roma dimostra oramai senza alcun dubbio

l'esistenza di una rete di pedofili attiva nel nostro paese".

A sostenerlo è Massimiliano Frassi, presidente dell'Associazione Prometeo onlus da anni impegnata in prima linea nella lotta alla pedofilia.

"Casi identici a quello romano" continua Frassi, "sono accaduti in Piemonte, in Lombardia, in Veneto. Ora col caso del Lazio e con un altro caso identico

in Campania, sembra quasi che la rete si stia spostando in un'area più sicura".

"Le modalità di abuso e di sevizia, la presenza di donne, la scelta delle vittime sono esattamente le stesse oramai in una decina circa di scuole

materne. E' ora che si crei un pool ministeriale che si occupi di questi fatti gravissimi".

Un pool peraltro già creato dai presunti pedofili che hanno in tutti i casi citati da Frassi la difesa da parte degli stessi legali...

http://www.associazioneprometeo.org/comunicati/comunicatorignanoflaminio.aspx





   LIBERTA' di mercoledì 25 aprile 2007 > Interni Esteri


http://www.liberta.it/asp/default.asp?IDG=704252019&H=

roma

Una quindicina i piccoli, fra 3 e 5 anni, che per mesi sarebbero stati sottoposti a violenze in una casa vicina e filmati Bimbi drogati e violentati all'asilo Arrestate 3 maestre, una bidella, un cingalese e un autore tv


ROMA - Drogati, trasportati in un appartamento vicino alla scuola dove sarebbero stati violentati e ripresi con una telecamera. Poi,

una volta che tutto era finito, riportati in classe, come se nulla fosse accaduto. Un giro micidiale messo in atto, secondo l'accusa,dalle loro stesse maestre e da un nome noto della televisione, Gianfranco Scancarello, autore di numerosi programmi Rai e, più di recente, della nuova edizione di "Buona domenica", su Canale 5.Per una quindicina di bambini di Rignano Flaminio, alle porte di Roma, andare a scuola era diventato - dice l'accusa - un vero inferno.Tanto da far disperare ogni mattina i genitori con pianti senza fine ai quali per mesi non hanno saputo dare una spiegazione, almeno fino a quando più di un sospetto non ha cominciato a farsi strada.

C'è voluto quasi una anno, ma alla fine quei sospetti si sono trasformati in denunce e, ieri mattina, in arresti. A finire in

manette, oltre a Scancarello, sono state tre maestre della scuola materna "Olga Rovere" di Rignano Flaminio, Patrizia Del Meglio,

sposata con lo steso Scancarello, Silvana Magalotti, Marisa Bucci, la bidella della scuola, Cristina Lunerdi e un cittadino cingalese, Chelum De Silva, benzinaio negli orari di lavoro.

6Le accuse delle quali devono rispondere sono quelle di associazione a delinquere finalizzata alla sottrazione di minore, sequestro di persona, violenza sessuale di gruppo, violenze sessuali su minore di dieci anni e atti osceni in luogo pubblico.

E' una storiaccia quella che per mesi si sarebbe consumata alle porte della capitale. Una storia in cui le famiglie dei bambini coinvolti all'inizio hanno dovuto lottare da sole, vincendo l'incredulità del paese.

Le indagini nascono nel luglio dello scorso anno, quando le famiglie di quattro bambini, tutti di età compresa tra i tre e i quattro anni, si sono rivolte ai carabinieri di Bracciano. Ai militari i genitori dicono di aver scoperto nei bambini strani arrossamenti nelle zone dei genitali, tutti documentati con certificati medici, e portano come ulteriore prova del disagio dei piccoli alcuni disegni fatti da loro. In almeno due di questi i bambini avevano disegnato

un uomo di colore nudo.

Secondo gli inquirenti, le violenze sarebbero avvenute durante l'orario scolastico, quando i bambini venivano portati dalle maestre in un appartamento messo a disposizione da una di loro. Qui sarebbe stato allestito un vero set pedopornografico, con i bambini che venivano ripresi mentre subivano le violenze. Se si ribellavano, il gruppo di pedofili provvedeva a vincere le loro resistenze drogandoli. Protagonista maschile dei video, il cittadino bengalese  poi ritratto dalle piccole vittime nei loro disegni. Adesso gli inquirenti, guidati dal pubblico ministero Marco Mansi della procura  della repubblica di Tivoli, stanno cercando di scoprire se i video sono stati messi in vendita.

Tra gli arrestati, quella di Gianfranco Scancarello è di sicuro la figura di maggior spicco, autore di programmi famosi sia sulle reti Rai che Mediaset e autori di libri per l'infanzia. Scancarello è  anche tra gli autori di "Uno per Uno", programma pomeridiano dedicato ai problemi dell'adolescenza in onda su Sat2000, la tv dei vescovi che ieri ha espresso «incredulità» per il suo arresto.

«Le accuse sono pesanti, vedremo su cosa sono fondate - ha commentato invece l'avvocato Franco Coppi, difensore di Scancarello e della moglie Patrizia Di Meglio - Per il momento mi sembrano cose talmente tanto orrende che non si giustappongono con il presente e il passato dei miei assistiti».

            Carlo Rosso




http://canali.libero.it/affaritaliani/cronache/scancarello2404.html


Il ritratto/ Dalla tv ai libri, ecco chi è Gianfranco Scancarello

Martedí 24.04.2007 17:58


"Capitan Scrivano è il "mangiafuoco" degli scrivani. E' lui a muovere i fili e a far "ballare" i suoi uomini di penna. Benevolo, altruista e autoritario,

non fatelo arrabbiare! Per accedere al suo cenacolo si richiede: creatività e fantasia. Ha folti baffi (una volta ci abbiamo ritrovato un copione)".

Comincia così il ritratto dell'autore Tv Gianfranco Scancarello, arrestato nell'inchiesta per i gravissimi reati che sarebbero stati compiuti ai danni

dei bambini di una scuola materna alle porte di Roma.

Un fulmine a ciel sereno per tanti, visto che Scancarello è uno dei più stimati autori televisivi, con una storia di successo e serietà alle spalle.

Docente a contratto presso l'Università Cattolica nel master di Comunicazione e formazione, è autore di Buona domenica su Canale 5 e 1x1, il

programma per ragazzi di Sat 2000, la tv dei vescovi. Che ha appreso con non poco stupore la notiza ed emesso un comunicato in cui parla di

"incredulità". E continua: "La direzione di Sat2000, riservandosi di assumere adeguati provvedimenti non appena la situazione si sarà

sufficientemente chiarita, esprime fiducia nell'operato della magistratura e delle forze dell'ordine, doverosamente impegnate nel contrasto di reati così

odiosi, e si augura che gli sviluppi delle indagini possano condurre all'individuazione processuale dei colpevoli e al proscioglimento di coloro

che invece non si sono macchiati di simili nefandezze".

Scancarello ha anche curato "Fratelli d'Italia", con Fabrizio Frizzi: una serata dedicata al 2 giugno, festa della Repubblica. E' autore di libri come

"Tv, istruzioni per l'uso" pubblicato nel 1994 dall'editrice cattolica Elledici. Ma da sempre Scancarello è tivù per ragazzi e più piccoli. E'

stato coautore di "Solletico", lo storico programma per bambini andato in onda su Raiuno negli anni '90, condotto da Elisabetta Ferracini (figlia di

Mara Venier) e Mauro Serio, oltre che di "Big!", il contenitore giovanile Rai nato alla fine degli anni '80. E ancora: "Voyager", su Rai2, fino a "La

nostra storia", il proramma dedicato alla nazionale Cantanti che andrà in onda il 4 maggio sulla rete ammiraglia della Rai.

Per finire. Scancarello lavora anche come autore per Rai International. Ecco "Diglielo in faccia", programma di intrattenimento condotto dall'inviata di

"Uno Mattina" Luana Bisconti, "un programma che intende dare voce alla gente comune consentendole di rivolgere ogni genere di domanda ai personaggi

famosi", dice. E il sito della trasmissione precisa che: "La domanda viene filmata con un video e poi mandata in onda nel programma, che invita i vip

in studio per rispondere". Loro "devono" presentarsi e "rispondere se non vogliono vedere la loro foto con scritto "wanted"". Capitan Scrivano è

finito nella rete e si dichiara innocente. La parola adesso alla giustizia.

Antonino D'Anna


http://www.db.avvenire.it/avvenire/edizione_2005_11_08/spettacoli.html


LA TIVÙ DEI CATTOLICI

Dino Boffo e Pupi Avati: «Sarà una tv al servizio di tutti» Ai 5 conduttori esordienti si affiancheranno Paola Saluzzi e Paola Quattrini

Il nuovo volto di Sat 2000, la tv di qualità

........

A presentare il palinsesto 2005-2006 di Sat 2000 c'erano, oltre a Boffo, e al regista Pupi Avati, il coordinatore dei palinsesti Stefano De Martis, il

direttore artistico Marina Pizzi, autori e conduttori di programmi come Alessandro Zaccuri per Il grande talk, Gianfranco Scancarello per

l'innovativo 1x1, talk show interattivo del pomeriggio dedicato agli adolescenti, e poi la conduttrice Paola Saluzzi e l'attrice Paola Quattrini.


http://www.repubblica.it/2007/01/sezioni/cronaca/pedofilia/autore-tv-arrestato/autore-tv-arrestato.html

Gianfranco Scancarello, arrestato per gli orrori della scuola di Rignano è anche tra gli autori di Buona Domenica. Lanza: "Un grande professionista"

Bufera sull'inventore di "Solletico" oggi lavora per la tv dei vescovi

di PAOLO G. BRERA


ROMA - C'è anche un autore televisivo molto noto, inventore di trasmissioni "cult" sui piccoli e grandi problemi dei bambini come Solletico per la Rai,

tra le persone accusate dell'orrore di Rignano Flaminio. Gianfranco Scancarello, 56 anni, oggi firma con Cesare Lanza Buona Domenica ed è il

creatore e il deus ex machina di Unoperuno, la trasmissione pomeridiana sul canale dei vescovi Sat2000 che tutti i giorni, da anni, affronta le

difficoltà degli adolescenti. "Io e mio padre", era il tema della puntata di ieri.


"È un'imputazione agghiacciante, per rispetto suo e della magistratura non facciamo commenti. Siamo sicuri che Gianfranco riuscirà a dimostrare presto

la sua estraneità, e per ora ci limitiamo a questo: vogliamo prima capire",dice Cesare Lanza, aggiungendo solo lodi: "Io lo chiamo "il Centrocampista"

perché è uno che conosce tutto di questo mestiere, e che sa fare qualsiasi cosa: il tecnico, la scrittura, i video... un grandissimo professionista".


Proprio la tv dei ragazzi era il suo pane quotidiano, ed è questo che oggi suona più stridente nell'arresto per pedofilia. Un curriculum importante, in

cui figura anche la docenza all'università Cattolica. E quando c'era da parlare in pubblico del rapporto difficile tra informazione e infanzia, lui

era il primo a essere chiamato: dall'incontro dell'Ucsi (la stampa cattolica) del Lazio su "media e ragazzi", al corso "media, valori,

educazione" del Dipartimento di pedagogia della Cattolica. E nel 2003 era uno degli esperti di tv pedagogica nel "Rapporto tra minori e programmi tv"

dell'Authority per le telecomunicazioni.




A Buona Domenica è arrivato quest'anno, "in quel gruppo di autori in cui mi trovavo male", dice Claudio Lippi, che ha lasciato il programma in

disaccordo sui contenuti ma di Scancarello parla solo bene: "Lui e Silvia Zavattini - dice - erano quelli coi quali mi sentivo più in sintonia, quelli

che mostravano un grado di professionalità sempre alto. Loro due si occupavano dei contenuti più giornalistici, e curavano proprio la parte

rivolta agli adolescenti. È davvero incredibile".


Ed è attonito anche Roberto Cenci, altro storico autore del programma: "È una notizia che uno apprende e rimane così, immobile, senza parole". Senza

parole anche la redazione di "Unoperuno", che butta giù nervosamente la cornetta. Ma Sat2000 in una nota dice di avere appreso la notizia "con

enorme stupore, anzi con incredulità", riservandosi "di assumere adeguati provvedimenti non appena la situazione si sarà chiarita".




(25 aprile 2007)

link


http://www.massimilianofrassi.splinder.com/


http://www.ilmascalzone.it/articolo.php?id=9327


Sesso, Scuola, Bambini e...ci risiamo: drogavano bimbi per costringerli a giochi erotici. 6 arresti

Rignano Flaminio/ Narcotizzavano e drogavano bambini per farli partecipare a giochi erotici. Sei arresti

Martedí 24.04.2007 16:15

Narcotizzavano i bambini, e li drogavano per costringerli a partecipare a giochi erotici. Le vittime di insegnanti senza scrupoli e collaboratori di

una scuola materna di Rignano Flaminio, vicino Roma, sono bimbi dai 5 ai 10 anni. Sei persone sono state arrestate su provvedimento del gip del

tribunale di Tivoli. Le accuse sono: "associazione a delinquere finalizzata a commettere sottrazione di minore, sequestro di persona, violenza sessuale

di gruppo, violenza sessuale su minori di anni dieci, atti osceni in luogo pubblico e altro".


L'ordinanza di custodia cautelare, fatta eseguire dai carabinieri della compagnia di Bracciano, è stata notificata a tre maestre, una bidella, un

extracomunitario addetto a un distributore di benzina del paese all'autore tv Gianfranco Scancarello, marito di una delle maestre.

Due delle tre maestre erano in servizio nella scuola da alcuni decenni e,oltre ad essere madri, sono nonne di bambini che hanno la stessa età degli

scolari che sarebbero stati sottoposti a violenze sessuali. Una delle due è prossima al pensionamento L'inchiesta aveva preso il via sulla base di una serie di denunce presentate nel luglio del 2006 da cinque famiglie, assistite dagli avvocati Roberto Ruggiero, Franco Merlino e Antonio Cardamone i quali, appresa la notizia,hanno espresso "soddisfazione per il paziente operato degli inquirenti".

Nelle denunce i genitori spiegavano che i bambini non volevano più andare a scuola. "Avevano crisi di pianto quando li accompagnavamo. Il nostro incubo

è iniziato così". Le prime avvisaglie, nella primavera scorsa: "Mio figlio aveva arrossamenti e dolori ai genitali e la cosa si ripeteva per diversi

giorni. All'inizio pensavo fosse un problema di alimentazione, pensavo avesse mangiato qualcosa che gli potesse aver fatto male. Poi mi sono

confrontata con altri genitori che mi hanno raccontato le stesse cose, anche i loro figli avevano gli stessi problemi. E poi avevano crisi di pianto

quando li portavamo a scuola".


Rignano Flaminio/ Tra i fermati anche Gianfranco Scancarello, autore di Buona Domenica

Martedí 24.04.2007 16:21

Cattiva domenica

Le agenzie battono il nome dell'autore di "Buona domenica" Gianfranco Scancarello fra le sei persone fermate vicino a Roma con l'accusa di aver

molestato e filmato i bimbi dell'asilo di Rignano Flaminio.

Il capoprogetto dello show di Canale 5, il giornalista Cesare Lanza, nello sconcerto che una notizia del genere porta in un gruppo di lavoro non vuole

rilasciare nessun commento "per rispetto della magistratura e di Scancarello".

Però aggiunge: "E' un'accusa incredibile, siamo certi che Gianfranco dimostrerà rapidamente la sua estraneità". Speriamo... Scancarello è autore

anche di contenitori per ragazzi in onda su Sat2000, la tivù della Conferenza episcopale italiana.

Fioroni/ Tolleranza zero, licenzio le maestre

Martedí 24.04.2007 14:07


Il ministro Fioroni


"Siamo di fronte a comportamenti esecrabili di gravita' inaudita: gli atti, che pure sono attribuibili alle responsabilità personali dei singoli, non mi

esimono tuttavia dal chiedere scusa a tutte le famiglie coinvolte. Lo chiedo anche a nome delle centinaia di migliaia di docenti e operatori scolastici

che quotidianamente si impegnano con serietà e passione nel proprio lavoro e che da tali comportamenti criminali si sentono vittime e umiliati".


Lo dice, dopo quanto avvenuto nella scuola materna di Rignano Flaminio, il ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni, che aggiunge: "Chiederò

all'Avvocatura dello Stato, come già purtroppo accaduto per casi di analoga gravità, la costituzione di parte civile da parte del ministero perchè si

perseguano, sul piano penale, civile e amministrativo le responsabilità di ogni tipo. Sarà ovviamente tolleranza zero nei riguardi di tali ignobili

crimini. Oltre ai provvedimenti di sospensione gia' adottati da tempo dal Direttore Regionale, si procedera' all'immediato licenziamento dei docenti

coinvolti appena la magistratura avra' concluso il proprio operato".

Vittime di nuovi demoni

Martedí 24.04.2007 14:18

La società attuale, proiettata verso la globalizzazione e la spasmodica ricerca di benessere a "basso costo" evidenziano, con sempre maggior

violenza, segni di malessere, disorganizzazione, destrutturazione e confusione della collettività. Le premesse culturali, l'incompetenza, la

malafede, pratiche educative discutibili, esperienze di maltrattamento, difficoltà economiche e sociali incentivano l'uso della droga e della

violenza come mezzi di evasione e di ribellione.

Lo scopo della vita umana viene così miseramente ridotto alla costante ricerca del facile guadagno ottenuto spesso sulle sofferenze dei più deboli

grazie al diffuso disprezzo per la vita espresso dalla nostra cultura.Uno dei massimi livelli di questa "cultura nascente" si esprime nella

pedopornografia, divenuta argomento di estrema attualità a causa della sconcertante diffusione attraverso internet.

Ma la veloce ed irrefrenabile evoluzione di questo fenomeno non può essere giustificata solamente con la deviazione sessuale di qualche individuo. In

realtà si sta delineando un sistema organizzato per lo sfruttamento dei più piccoli a fini di lucro che una rete organizzata di terroristi, divorando le

vite e l'infanzia dei bambini, utilizza per imporre la distruzione fisica e morale della nostra società.

Una lobby culturale quindi, che con atteggiamenti di accoglienza, accettazione,  giustificazionismo, rallenta o impedisce le iniziative della

magistratura finalizzate a combattere il male riversato su questi bambini.


Il 70 % delle immagini esposte su internet riguarda piccoli tra i quattro e gli otto anni, ma non vengono risparmiati i neonati di quindici, venti

giorni visibili nei video urlanti e piangenti sotto le sevizie dei loro carnefici.

Nel mondo, sette milioni di bambini vengono utilizzati per soddisfare i nuovi demoni che cercano la "merce" soprattutto nei paesi più poveri con

giri d'affari che superano i dieci miliardi di dollari l'anno. Non importa se Susil dall'età di 3 anni è incontinente alle feci perché veniva

ripetutamente sodomizzata. Non importa se Sciluni a 6 anni chiede una medicina per dimenticare gli stupri dello zio, non importa se a tutti loro

viene tolta la dignità di vivere.

Non importa non capire che lo scarso valore dato alla vita affonda le radici nella concezione dell'uomo, padrone del mondo, al centro dell'universo, non

importa..non importa.. non importa.

Quando nulla è più importante, quando anche le sofferenze e le ingiustizie diventano non importanti, quando anche la vita, unico ed irripetibile dono

di Dio, diviene non importante, smettiamo di comprendere che tutto ciò che avviene nel mondo è la diretta conseguenza di tutto ciò che è avvenuto E

tutto ciò che avverrà è il risultato di quello che avviene oggi, di cui tutti noi siamo responsabili. (da libero.it)


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http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/altrenotizie/visualizza_new.html_2141574241.html

NARCOTIZZAVANO BIMBI PER ABUSI, SEI ARRESTI

 RIGNANO FLAMINIO (ROMA) - L'orrore della pedofilia dove non te lo aspetti,in una scuola materna dove ancora stamani i bambini, con i loro grembiulini

rosa e azzurri, hanno continuato a giocare allegri nel cortile. Alla materna di Rignano Flaminio, però, l'incubo è tornato, quello assopito per mesi: tre

maestre, una bidella, il marito di una delle insegnanti, noto autore televisivo, e un cittadino dello Sri Lanka sono stati arrestati dai

carabinieri di Bracciano su disposizione della Procura di Tivoli per abusi su alcuni alunni.


Le accuse nei loro confronti sono pesanti: narcotizzavano e spesso drogavano una quindicina di bambini, tutti tra i 3 e 4 anni, per costringerli a giochi

erotici. Gli abusi avvenivano in un appartamento, vicino alla scuola, messo a disposizione da una delle maestre. Le violenze, secondo l'indagine, erano

filmate con una telecamera da uno degli arrestati, Gianfranco Scancarello, 56 anni, autore televisivo noto per aver creato importanti programmi per

ragazzi come 'Solletico', e 'Uno per Uno',trasmissione si Sat 2000, canale tv satellitare della Conferenza episcopale italiana.


A finire in manette sono stati anche la moglie Patrizia del Meglio 57 anni,maestra nella scuola come Marisa Pucci e Silvana Magalotti, la bidella

Cristina Lunerti e Kelum De Silva. I genitori andati a prendere i figli a scuola sono divisi tra rabbia, incredulità e desiderio di giustizia. "Farei

provare ai loro figli le stesse cose", ha detto una mamma. "Quelle maestre sono impagabili", ha ribattuto un'altra che ha la figlia nella classe dove

insegna Silvana Magalotti, maestra per "tre generazioni" di bambini, molto conosciuta in paese.


 "La magistratura faccia chiarezza in fretta perché non si può stare a lungo sulla graticola", ha ammonito Francesco, nonno di un altro bambino. La

vicenda, infatti, scuote Rignano Flaminio, tranquillo paese alle porte di Roma, dal 13 ottobre scorso. Allora i carabinieri fecero un blitz a scuola e

portarono in caserma due maestre e una bidella per interrogarle. L'indagine era scattata a luglio quando quattro genitori denunciarono gli abusi sui

loro figli. A sostegno dell'accusa anche alcuni disegni fatti dai bambini, due in particolare, raffiguranti un uomo dalla carnagione scura

completamente nudo. E poi i racconti fatti da alcuni piccoli e le testimonianze di due medici che avrebbero 'accertato' la violenza sessuale

in almeno due casi.


 "Ci hanno fatto passare per visionarie - ha detto la mamma di uno dei bambini vittima dei presunti abusi lamentando la mancanza finora di misure

efficaci per allontanare i sospettati dalla scuola - ci hanno accusato di voler rovinare la vita a persone perbene, di essere delle scriteriate. Ora

ci dovrebbero chiedere tutti scusa, a partire dalle autorita".


 Le tre maestre erano state sospese già dal 20 febbraio, dopo che i loro nomi erano stati iscritti nel registro degli indagati, hanno ricordato

dall'assessorato all'Istruzione della Regione Lazio. Il ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni ha assicurato che licenzierà gli

insegnanti coinvolti non appena la magistratura avrà concluso il suo lavoro e ha annunciato la costituzione di parte civile del ministero. Serve

tolleranza zero, ha detto, contro "questi crimini ignobili".




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postato da: interlinea alle ore 10:20 | Permalink | commenti (4)
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